Tante volte su questo sito abbiamo nominato la coltivazione idroponica ma non abbiamo mai spiegato bene di cosa si tratti. In poche parole potremmo definirla una tecnica di coltura che avviene fuori suolo. I sistemi idroponici sono sempre più popolari e utilizzati grazie a una notevole capacità di adattarsi alle diverse situazioni e esigenze del coltivatore.

Sembra incredibile da pensare ma grazie a questa tecnica oggi è possibile far crescere ortaggi e frutti senza l’impiego di terra. Fantastico, no? Scopriamo assieme, allora, cos’è, come funziona e quali sono i vantaggi della coltivazione idroponica.

Cos’è la coltivazione idroponica?

Il termine “idroponico” deriva dal greco antico hýdor (acqua) e pónos (lavoro) proprio perché è una coltivazione sì senza l’utilizzo di terra ma in cui l’acqua gioca un ruolo fondamentale. Per lo sviluppo della pianta, infatti, viene utilizzato un substrato inerte solido e una soluzione nutritiva ricca di sali minerali composta da acqua – sempre indispensabile – e da sostanze nutrienti, da cui il vegetale ricava tutto il necessario per crescere forte e rigoglioso.

Questo tipo di coltivazione, già utilizzato nell’antichità, è stato riscoperto negli anni ’30 da William Frederick Gericke dell’University of California di Berkeley, che la promuoveva come soluzione nella produzione agricola. Nei decenni successivi il sistema idroponico è stato poi rielaborato in chiave moderna fino alla coltura che oggi conosciamo e che stiamo scoprendo meglio in questo articolo. sistema coltivazione idroponica

Come iniziare con la coltivazione idroponica?

Vediamo assieme cosa occorre per avviare una coltivazione idroponica comodamente a casa, senza la necessità di avere specifiche conoscenze nel campo. Per quanto riguarda il tipo di frutto o ortaggio che è possibile far crescere non esistono particolari restringimenti. In generale tutte le piante possono essere coltivate con il sistema idroponico dai pomodori alle erbe aromatiche fino alla cannabis light. In questo caso prenderemo ad esempio proprio la canapa.

Coltivazione idroponica fai da te – l’occorrente:

Per cominciare una coltivazione idroponica fai da te serve prima di tutto un vaso o contenitore scuro (così che non filtrino i raggi solari) con, al suo interno, un substrato di ancoraggio (che può essere composto da argilla espansa, lana di roccia, perlite oppure vermiculite). Il tutto dev’essere poi posizionato all’interno di una vasca contenente la soluzione a base d’acqua per il sostentamento della pianta.

Come in tutte le cose, anche nella tecnica idroponica ci vuole pazienza: le colture seguono tre diverse fasi di sviluppo che corrispondono ai ritmi biologici delle piante. La germinazione va dai 2 ai 14 giorni, la crescita dura circa 3 settimane mentre fioritura 6.

È necessaria poi una serra o grow room delle dimensioni più adatte alle singole esigenze, dove far sviluppare la pianta che è possibile anche costruire manualmente oppure acquistare già pronta.

Gli aspetti da tenere sotto controllo in una coltivazione idroponica

Durante il processo di coltivazione idroponica quattro sono poi gli elementi da tenere sotto controllo nella grow room: la luce, la temperatura, l’umidità e l’aerazione.

Come per le coltivazioni tradizionali, anche nei sistemi idroponici la luce gioca un ruolo fondamentale: le piante devono ricevere la giusta illuminazione per ricreare quella naturalmente fornita dal sole. Per farlo è possibile utilizzare apposite lampade a LED, che consentono anche un importante risparmio energetico.

Affinché si possa raccogliere un ottimo raccolto, è importante regolare la temperatura all’interno della grow room. Un parametro che va spesso monitorato: nel caso della coltivazione della canapa la temperatura dev’essere compresa tra i 21° e i 28°C. Un dato che è possibile controllare con un semplice termometro. Un aspiratore o estrattore d’aria, inoltre, permette di far salire o scendere i gradi quando è necessario.

In un’area di coltivazione idroponica anche l’umidità dev’essere tenuta sotto controllo così che non sia né troppo elevata né troppo scarsa. Per la canapa l’ideale sarebbe una percentuale compresa tra il 50 e il 60% per evitare che possano insorgere muffe.

Infine, quarto e ultimo aspetto fondamentale da tenere in considerazione quando si avvia una coltivazione di agricoltura idroponica è l’ossigeno. Come la maggior parte delle piante, infatti, anche la canapa necessita di grandi quantità di ossigeno per cui risulta davvero importante accertarsi che riceva la giusta dose di aria.

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Quali sono i vantaggi della coltivazione idroponica?

Rispetto alla coltivazione tradizionale in terra e all’aperto, l’idroponica comporta numerosi vantaggi. Vediamoli ora uno per uno:

  • Possibilità di avviare una coltivazione durante tutto l’anno
La possibilità di coltivare una pianta senza dover seguire il corso delle stagioni permette di avere un maggior numero di raccolti durante l’anno, senza dover attendere i tempi della natura.

  • Capacità di produrre grandi quantità di prodotto
Avere più raccolti durante l’anno si traduce per il coltivatore nella possibilità di produrre una quantità molto più elevata di prodotto.

  • Possibilità di coltivare praticamente ovunque
La coltivazione idroponica, infatti, può essere praticata dove non è presente né un terreno adatto né il clima ideale per una coltura tradizionale. È possibile avviare una coltivazione sia in luoghi caldi sia in luoghi freddi, all’aperto o al chiuso, in orizzontale o in verticale, sfruttando così al massimo tutti gli spazi.

  • Maggiore controllo nella gestione delle risorse e minor impatto ambientale
Questo tipo di coltura permette di avere un controllo maggiore sulle risorse idriche e nutrizionali che servono alla pianta per crescere. E questo consente anche di risparmiare acqua (fino all’80-90% rispetto alle tecniche classiche) dato che non c’è bisogno di annaffiare ma è il sistema che gestisce il ricircolo dell’acqua per più cicli di irrigazione. Un vantaggio anche per l’ambiente dato che la coltura risulta così più sostenibile di quella tradizionale.

  • Assenza quasi totale di parassiti
Non essendoci terreno, nella coltivazione idroponica è possibile avere il controllo sull’eventualità che parassiti ed erbe infestanti possano colpire la pianta, limitando l’incidenza delle malattie che potrebbero, invece, insorgere in una coltura classica.

  • Livelli di inquinamento più bassi
Nonostante le coltivazioni idroponiche implichino l’uso di energia elettrica e attrezzature varie, il livello di inquinamento prodotto è comunque più contenuto di quello prodotto dalle colture in terra. Vi abbiamo convinti a cominciare la vostra piccola oasi a portata di mano?
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